Post appartenenti alla categoria “politica”

Le tue idee per la tua libertà

Governo 1.0: Ogni qual volta si insedia un nuovo governo, inizia immediatamente ad elencare le eredità indesiderate lasciate dal governo precedente: non è colpa mia, ma di quelli che mi hanno preceduto!

Governo 2.0: Ogni qual volta si insedia un nuovo governo, inizio immediatamente ad interpellare i cittadini chiedendo direttamente a loro le loro priorità!

E’ facile intuire a quale “versione” di governo apparteniamo qui in Italia, ed è altrettanto facile aspettarsi che da qualche altra parte abbiano fatto di meglio. Ed è proprio così!

http://yourfreedom.hmg.gov.uk/ è il sito appena creato dal governo inglese, e già dal titolo “le tue idee per la tua libertà” si capisce tutto. Quando si dice la buona comunicazione!

Ogni commento mi pare superfluo, a fronte dei bavagli o dei tentativi censori sempre più di moda, questo dovrebbe essere il modo per interagire con i cittadini, questo dovrebbe essere l’approccio costruttivo ed umile al tempo stesso di chiunque abbia l’onere e l’onore di governare un paese, e questo dovrebbe essere l’uso virtuoso degli strumenti e delle possibilità offerte dal Web.

Web uguale democrazia?

Ricordate quando a scuola ci veniva spiegato il significato della parola “democrazia“? Questa parola, che cerca di fondere i concetti di potere e di popolo, e che rappresenta un cardine di alcuni modelli sociali, culturali e politici, è oramai considerata dalla maggioranza delle persone un sinonimo di libertà dall’oppressione del potere assoluto, ed una garanzia dell’esercizio dei più elementari diritti di ciascuno di noi.

Ma in molte situazioni, concetti importanti ma anche complessi come quelli di libertà, potere, popolo tendono ad essere sviliti dei loro più pregnanti significati, ed accostati in maniera superficiale ed affrettata. Questo accade, per esempio, ogniqualvolta si propongono equazioni del tipo Web = libertà, oppure Web = democrazia, ed è su quest’ultima falsa uguaglianza che ora mi trovo a riflettere.

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Prove di italica libertà

Sarà che se ne parla molto ed in tutte le salse, sarà che quelle delle libertà e dei diritti dell’uomo sono tematiche sempreverdi, anche perchè costantemente in pericolo, ma anche questo post si riferisce alle nuove dinamiche scatenate dalle nuove libertà che il Web mette a disposizione di tutti i suoi utenti. Libertà sotto esame!

Su Youtube è stato pubblicato un breve spot dedicato alla pubblicazione  cartacea “Noi amiamo Silvio”, e la cosa curiosa è che finora (sono le 17:30 del 2 febbraio) tutti i commenti al video sono a dir poco negativi: naturalmente i soliti “signori del Web” non hanno saputo trattenersi, e quindi molti di questi commenti sono infarciti di insulti, tutto sommato prevedibili quanto inutili.

Nel contempo, lo stesso utente ha anche pubblicato anche la parodia dello spot, “Noi non amiamo Silvio, e a questo punto mi domando cosa succederà: certo, se tutto andasse come dovrebbe, non dovrebbe succedere un bel niente, nel senso che – da qualunque parte ci si voglia porre – tutto potrebbe finire con una risata (gustosa o amara, fate un po’ voi) o con un vivace scambio di idee.

Temo però che anche questa volta si griderà allo scandalo, qualcuno si offenderà più del dovuto – da entrambe le parti – e a qualcun’altro tornerà in mente di filtrare i contenuti Web, cercando di spacciare la rete come un luogo di cospiratori e di pericolosi sovversivi.

Ben lieto di sbagliarmi…

Giù le mani dal Web!

E’ di questi giorni una discussione che non fa che confermare quanto distorta sia la concezione del Web anche da parte di chi non può permettersi incertezze ed equivoci su un argomento così delicato ed importante.

Dopo il fattaccio di Piazza Duomo a Milano (l’aggressione al presidente del consiglio), si è scatenata la caccia al fomentatore, ed in molti si sono accorti che sul Web c’è qualcuno che fomenta, c’è qualcuno che comodamente seduto davanti al monitor si “diverte” ad istigare alla violenza e a magnificare l’idiota che ha dato prova di sé lanciando la statuetta del duomo addosso a Berlusconi.

Naturalmente non è questo il luogo per commentare il fatto violento, o per appiccicarvi commenti più o meno partigiani.

Però questo è il luogo per riflettere, magari per far riflettere qualcuno, su come nel tentativo di mostrarsi attivi e decisionisti si stia clamorosamente sbagliando il bersaglio. Già, perchè in molti – ministro Maroni in testa – si stanno scagliando contro Facebook ed il Web in generale in quanto palestra virtuale di questi idioti.

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Chi ha paura del Web?

La domanda può sembrare oziosa, soprattutto se a farsela sono i cosiddetti addetti ai lavori: il Web – inteso come strumento al servizio dell’Uomo – non dovrebbe fare paura proprio a nessuno, semmai è sull’utilizzo che se ne fa che potremmo parlare assai a lungo, ma non ora… è su altro che voglio soffermarmi adesso.

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La banda larga si allontana

… e con essa vanno a farsi benedire, almeno per il momento, tutte le migliori intenzioni ed i proclami dei politici (governanti e non) sulla competitività del “sistema Italia”, sull’impulso da dare all’economia in crisi, per non parlare poi di tutti quelli che si ostinano a parlare di E-Gov, o di altre “meraviglie” del genere…

Già, perchè il governo ha congelato le risorse per la diffusione della banda larga!

Incredibile come sia possibile una fesseria di questo genere, e come nessuno – se non qualche addetto ai lavori – si sia fino ad ora quantomeno “indignato” per una decisione miope quanto distruttiva, che di fatto rischia di affossare un settore che si è sempre mostrato foriero di idee, proposte e – soprattutto – risorse umane per concretizzarle.

Incredibile come il pressapochismo (anche se mi vengono in mente tanti altri termini meno asettici) di chi dovrebbe operare per il bene comune possa falcidiare ogni giorno di più gli investimenti che davvero servono al nostro paese: istruzione, infrastrutture e cultura.

E – per carità – non tirate in ballo discorsi di parte, io non parlo guardando a destra o a sinistra, ma guardando avanti!

Democracy Live, dal produttore al consumatore.

Nel panorama, alquanto povero in verità, della politica sul Web (di quella vera, con la P maiuscola) è da poco online “Democracy Live“, un sito della BBC col quale è possibile seguire ogni attività politica in streaming live o differito. In home page appaiono 8 monitor virtuali, dedicato rispettivamente a Camera dei Comuni, Camera dei Lord, Assemblea gallese e dell’Irlanda del Nord, Parlamento scozzese, commissioni, e persino al Parlamento europeo.

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SMAU 2009 – Un successo!

E’ stato un gran bel pomeriggio: più di 200 persone registrate all’evento, ma probabilmente ce n’erano anche di più, ed il bello è stato che – grazie alla possibilità di occupare la sala anche per l’ora successiva – l’incontro si è protratto fino alle 16:15, per un totale di quasi due ore!

Mi è piaciuto tantissimo il clima che si è creato, e il dibattito che ne è scaturito è stato per me il miglior feedback sull’interesse che i miei spunti hanno suscitato.

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Politica 2.0? Purtroppo non è per tutti!

Articolo pubblicato anche su Webaccessibile.org

Che il tanto decantato paradigma del Web 2.0 sia in grado di garantire maggiore partecipazione ed un livello di interazione più elevato pare assodato, anche se solo a livello teorico. Sul lato pratico, è altrettanto evidente che la creazione di applicazioni 2.0 non accessibili finisca col mortificare anche le potenzialità più interessanti ed intriganti.

Basta guardarsi in giro, e navigare – anche a tempo perso – sul Web, per accorgersene.

Per esempio, complice un articolo su Repubblica.it di Carmine Saviano, ho provato a dare un occhio ai siti dei tre candidati alla segreteria del Partito Democratico, nella speranza di trovare qualcosa di interessante. Leggi tutto… »

Politica 2.0 – Ascoltiamo i cittadini del Web

Video trasmesso in occasione del convegno “Marketing 2.0: nuovi strumenti di comunicazione online per aziende e pubblica amministrazione“, organizzato da Stoà e AISM – Associazione Italiana Marketing.

Napoli 29 maggio 2009