Nel panorama, alquanto povero in verità, della politica sul Web (di quella vera, con la P maiuscola) è da poco online “Democracy Live“, un sito della BBC col quale è possibile seguire ogni attività politica in streaming live o differito. In home page appaiono 8 monitor virtuali, dedicato rispettivamente a Camera dei Comuni, Camera dei Lord, Assemblea gallese e dell’Irlanda del Nord, Parlamento scozzese, commissioni, e persino al Parlamento europeo.
E’ stato un gran bel pomeriggio: più di 200 persone registrate all’evento, ma probabilmente ce n’erano anche di più, ed il bello è stato che – grazie alla possibilità di occupare la sala anche per l’ora successiva – l’incontro si è protratto fino alle 16:15, per un totale di quasi due ore!
Mi è piaciuto tantissimo il clima che si è creato, e il dibattito che ne è scaturito è stato per me il miglior feedback sull’interesse che i miei spunti hanno suscitato.
Che il tanto decantato paradigma del Web 2.0 sia in grado di garantire maggiore partecipazione ed un livello di interazione più elevato pare assodato, anche se solo a livello teorico. Sul lato pratico, è altrettanto evidente che la creazione di applicazioni 2.0 non accessibili finisca col mortificare anche le potenzialità più interessanti ed intriganti.
Basta guardarsi in giro, e navigare – anche a tempo perso – sul Web, per accorgersene.
Per esempio, complice un articolo su Repubblica.it di Carmine Saviano, ho provato a dare un occhio ai siti dei tre candidati alla segreteria del Partito Democratico, nella speranza di trovare qualcosa di interessante. Leggi tutto… »
Video trasmesso in occasione del convegno “Marketing 2.0: nuovi strumenti di comunicazione online per aziende e pubblica amministrazione“, organizzato da Stoà e AISM – Associazione Italiana Marketing.
C’era da aspettarselo, in fondo ci hanno messo molto tempo ad inventarsi quest’utilizzo dei social network… ma andiamo con ordine e riferiamoci, per esempio, a Facebook che in Italia continua a spopolare.
Qual’è lo stato attuale di Facebook? Milioni di account, con milioni di dati personali a disposizione di tutti, fotografie accessibili non solo dagli amici, notizie spesso assai precise su viaggi, spostamenti, acquisti importanti. Insomma, un ritratto molto interessante della società italiana “connected”, che è anche presumibilmente quella maggiormente abbiente.
Ora, chi può essere interessato a tutto questo patrimonio di informazioni e dati? Certamente gli amici ed i conoscenti, certamente i tanti curiosi che – avendo tempo da perdere – si divertono a sbirciare nella vita altrui, ma anche altre categorie di “utenti”… Leggi tutto… »