La sentenza di un giudice italiano contro Google, e la conseguente condanna di tre suoi dirigenti per l’oramai stranota vicenda del video contenente violenze su un ragazzo ha fatto il giro del mondo, ed in molti l’hanno definita come il primo storico passo verso la censura del Web.
Si è mossa la politica e la diplomazia internazionale, i blogger si sono scatenati, i giornalisti non si sono lasciati sfuggire la notizia che è subito apparsa assai ghiotta, soprattutto in questo periodo in cui in tanti si scagliano contro le libertà del Web. Anche io, inizialmente, ho avuto un sussulto: ma come è possibile – ho pensato – che Google venga condannata per la presenza di un video dai contenuti violenti, come può essere ritenuta direttamente responsabile di quanto caricato dai suoi utenti? E’ come se – ho anche pensato – un gestore telefonico venisse ritenuto responsabile per l’uso criminoso che tanti malfattori fanno del telefono cellulare!
Però, forse, in questo caso non tutto è come sembra!
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Pubblicato da Roberto Castaldo alle 7:46 pm il 26 February 2010.
Sezioni: Utenti, Video, Web 2.0. Tag: censura, condanna, google.
Sarà che se ne parla molto ed in tutte le salse, sarà che quelle delle libertà e dei diritti dell’uomo sono tematiche sempreverdi, anche perchè costantemente in pericolo, ma anche questo post si riferisce alle nuove dinamiche scatenate dalle nuove libertà che il Web mette a disposizione di tutti i suoi utenti. Libertà sotto esame!
Su Youtube è stato pubblicato un breve spot dedicato alla pubblicazione cartacea “Noi amiamo Silvio”, e la cosa curiosa è che finora (sono le 17:30 del 2 febbraio) tutti i commenti al video sono a dir poco negativi: naturalmente i soliti “signori del Web” non hanno saputo trattenersi, e quindi molti di questi commenti sono infarciti di insulti, tutto sommato prevedibili quanto inutili.
Nel contempo, lo stesso utente ha anche pubblicato anche la parodia dello spot, “Noi non amiamo Silvio, e a questo punto mi domando cosa succederà: certo, se tutto andasse come dovrebbe, non dovrebbe succedere un bel niente, nel senso che – da qualunque parte ci si voglia porre – tutto potrebbe finire con una risata (gustosa o amara, fate un po’ voi) o con un vivace scambio di idee.
Temo però che anche questa volta si griderà allo scandalo, qualcuno si offenderà più del dovuto – da entrambe le parti – e a qualcun’altro tornerà in mente di filtrare i contenuti Web, cercando di spacciare la rete come un luogo di cospiratori e di pericolosi sovversivi.
Ben lieto di sbagliarmi…
Pubblicato da Roberto Castaldo alle 5:33 pm il 2 February 2010.
Sezioni: Web 2.0, politica. Tag: censura, libertà, youtube.
E’ di questi giorni una discussione che non fa che confermare quanto distorta sia la concezione del Web anche da parte di chi non può permettersi incertezze ed equivoci su un argomento così delicato ed importante.
Dopo il fattaccio di Piazza Duomo a Milano (l’aggressione al presidente del consiglio), si è scatenata la caccia al fomentatore, ed in molti si sono accorti che sul Web c’è qualcuno che fomenta, c’è qualcuno che comodamente seduto davanti al monitor si “diverte” ad istigare alla violenza e a magnificare l’idiota che ha dato prova di sé lanciando la statuetta del duomo addosso a Berlusconi.
Naturalmente non è questo il luogo per commentare il fatto violento, o per appiccicarvi commenti più o meno partigiani.
Però questo è il luogo per riflettere, magari per far riflettere qualcuno, su come nel tentativo di mostrarsi attivi e decisionisti si stia clamorosamente sbagliando il bersaglio. Già, perchè in molti – ministro Maroni in testa – si stanno scagliando contro Facebook ed il Web in generale in quanto palestra virtuale di questi idioti.
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Pubblicato da Roberto Castaldo alle 10:12 am il 16 December 2009.
Sezioni: Istruzione, Standard del Web, Web 2.0, politica. Tag: berlusconi, censura, costanzo, filtro, libertà, maroni.