La domanda può sembrare oziosa, soprattutto se a farsela sono i cosiddetti addetti ai lavori: il Web – inteso come strumento al servizio dell’Uomo – non dovrebbe fare paura proprio a nessuno, semmai è sull’utilizzo che se ne fa che potremmo parlare assai a lungo, ma non ora… è su altro che voglio soffermarmi adesso.
… e con essa vanno a farsi benedire, almeno per il momento, tutte le migliori intenzioni ed i proclami dei politici (governanti e non) sulla competitività del “sistema Italia”, sull’impulso da dare all’economia in crisi, per non parlare poi di tutti quelli che si ostinano a parlare di E-Gov, o di altre “meraviglie” del genere…
Incredibile come sia possibile una fesseria di questo genere, e come nessuno – se non qualche addetto ai lavori – si sia fino ad ora quantomeno “indignato” per una decisione miope quanto distruttiva, che di fatto rischia di affossare un settore che si è sempre mostrato foriero di idee, proposte e – soprattutto – risorse umane per concretizzarle.
Incredibile come il pressapochismo (anche se mi vengono in mente tanti altri termini meno asettici) di chi dovrebbe operare per il bene comune possa falcidiare ogni giorno di più gli investimenti che davvero servono al nostro paese: istruzione, infrastrutture e cultura.
E – per carità – non tirate in ballo discorsi di parte, io non parlo guardando a destra o a sinistra, ma guardando avanti!
Video trasmesso in occasione del convegno “Marketing 2.0: nuovi strumenti di comunicazione online per aziende e pubblica amministrazione“, organizzato da Stoà e AISM – Associazione Italiana Marketing.