Post aventi come tag “privacy”

Social network di tutti o di nessuno?

L’intelligenza collettiva è una delle colonne del cosiddetto Web 2.0, ed ogni applicazione Web facente capo all’idea di social network in qualche modo ci si appoggia, concettualmente e praticamente.

E’ ben noto di cosa si tratti: una comunità di individui, ciascuno dei quali è in grado di svolgere azioni al suo interno, è in qualche maniera considerabile come un “organismo collettivo“, in grado di prendere decisioni e di eseguire compiti in maniera paragonabile, se non addirittura migliore, rispetto a quello che il singolo individuo potrebbe fare. Leggi tutto… »

Banalità necessarie!

Ricordate la strana storia di Google che gridava allo scandalo per essere stata condannata per violazione della privacy (24 febbraio 2010)? Ricordate il polverone mediatico-politico che si riuscì a sollevare? E ricordate anche quanti blogger, pseudo-intellettuali e tuttologi si scagliarono nel nome della libertà contro la decisione di un “piccolo ed insignificante” giudice italiano che si permetteva addirittura di dare al Signor Google lezioni su come ci si comporta in rete?

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Topi d’appartamento 2.0

La cosa che più mi stupisce è che in molti si stupiscano!

Eppure fa notizia – ne parlano diversi quotidiani anche qui in Italia – che l’enorme mole di informazioni personali condivise in maniera spensierata da milioni di utenti possa essere utilizzata da qualcuno a scopi non proprio edificanti.

La presunta notizia è la nascita di pleaserobme.com, una sorta di aggregatore in grado di comunicare ai suoi utenti chi ha appena lasciato la casa incustodita! Il principio è estremamente facile (si estraggono da fonti diverse informazioni sugli utenti), la cosa davvero strana è che soltanto adesso qualcuno abbia deciso di creare un’applicazione come questa, semplice ma provocatoria al tempo stesso.

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La privacy è morta, viva la privacy!

Che l’adozione di nuovi strumenti fosse foriera di nuove possibilità e, dopo un po’ di tempo, anche di nuove abitudini è cosa risaputa.

Era quindi ragionevole attendersi che la “deriva” social del Web (da molti etichettata erroneamente come Web 2.0) potesse contribuire al cambiamento di alcune consuetudini e addirittura alla nascita di nuove esigenze; infatti si può dire che oggi esista un’intera generazione, quella dei cosiddetti “nativi digitali”, per i quali lo stare sempre connessi al Web e condividere con la rete ogni accadimento e sentimento sono delle vere e proprie necessità.

Ma accettare una volta per tutte che la privacy sia destinata all’oblio grazie (o per colpa) dei social network è ancora abbastanza difficile!

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