Post aventi come tag “social network”

Social network di tutti o di nessuno?

L’intelligenza collettiva è una delle colonne del cosiddetto Web 2.0, ed ogni applicazione Web facente capo all’idea di social network in qualche modo ci si appoggia, concettualmente e praticamente.

E’ ben noto di cosa si tratti: una comunità di individui, ciascuno dei quali è in grado di svolgere azioni al suo interno, è in qualche maniera considerabile come un “organismo collettivo“, in grado di prendere decisioni e di eseguire compiti in maniera paragonabile, se non addirittura migliore, rispetto a quello che il singolo individuo potrebbe fare. Leggi tutto… »

La privacy è morta, viva la privacy!

Che l’adozione di nuovi strumenti fosse foriera di nuove possibilità e, dopo un po’ di tempo, anche di nuove abitudini è cosa risaputa.

Era quindi ragionevole attendersi che la “deriva” social del Web (da molti etichettata erroneamente come Web 2.0) potesse contribuire al cambiamento di alcune consuetudini e addirittura alla nascita di nuove esigenze; infatti si può dire che oggi esista un’intera generazione, quella dei cosiddetti “nativi digitali”, per i quali lo stare sempre connessi al Web e condividere con la rete ogni accadimento e sentimento sono delle vere e proprie necessità.

Ma accettare una volta per tutte che la privacy sia destinata all’oblio grazie (o per colpa) dei social network è ancora abbastanza difficile!

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Quanto crescono i social network?

Sul fatto che i social network, e con loro il cosiddetto Web 2.0, crescano a vista d’occhio ci sono pochi dubbi.

E mi pare quanto meno interessante soffermarsi per qualche secondo sul “contatore” che riporto in questo post, tratto dal blog PersonalizeMedia di Gary Hayes.

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Giornalisti, fate i giornalisti!

E’ incredibile come le banalità diventino notizie, e come mai come oggi si tenda a confondere la verità con l’opinione.

Forse è l’ondata del Web 2.0 a rendere tutto incerto, forse ancora qualcuno crede alla “balla” dell’intelligenza collettiva che sarebbe in grado di fare miracoli, ma io resto comunque sorpreso nel leggere certe notizie.

Il garante della privacy ha richiamato i giornalisti dicendo testualmente: Leggi tutto… »

Non ho tempo da perdere!

Che utilizzare i social network fosse divertente non è mai stato messo in dubbio.

In pochi però avevano ragionato seriamente sul fattore “tempo“, e su quanto tempo effettivamente si debba dedicare per tenere attivi e funzionanti gli svariati account che tanti utenti posseggono su diversi social network. Leggi tutto… »

Tasse 2.0, esattori alla riscossa!

C’era da aspettarselo, in fondo ci hanno messo molto tempo ad inventarsi quest’utilizzo dei social network… ma andiamo con ordine e riferiamoci, per esempio, a Facebook che in Italia continua a spopolare.

Qual’è lo stato attuale di Facebook? Milioni di account, con milioni di dati personali a disposizione di tutti, fotografie accessibili non solo dagli amici, notizie spesso assai precise su viaggi, spostamenti, acquisti importanti. Insomma, un ritratto molto interessante della società italiana “connected”, che è anche presumibilmente quella maggiormente abbiente.

Ora, chi può essere interessato a tutto questo patrimonio di informazioni e dati? Certamente gli amici ed i conoscenti, certamente i tanti curiosi che – avendo tempo da perdere – si divertono a sbirciare nella vita altrui, ma anche altre categorie di “utenti”… Leggi tutto… »

I Social Network alla maturità

Quando ho letto le tracce dell’elaborato d’italiano uscite all’esame di Stato di quest’anno, mi son detto: “Beh, forse qualcuno si sta accorgendo che esitono i social network e che molti ragazzi usano Facebook”.

Poi, ripensandoci a freddo, mi è sorto qualche dubbio:

  • Quanti insegnanti di italiano saranno in grado di correggere quei temi?
  • Quanti di essi sanno cos’è un social network?
  • Quanti di loro conoscono i linguaggi e le convenzioni tipiche di chi utilizza questi strumenti?
  • O peggio ancora, quanti di essi sanno cos’è una email, e la usano correntemente?

Il mio timore più grande è che – ancora oggi – regni ancora sovrano il pregiudizio secondo il quale Internet è il regno dei pedofili e prevalentemente uno strumento di perdizione. Questo è quel che generalmente capita con quei fenomeni che vengono in quelche modo temuti e demonizzati semplicemente perchè non li si conosce.

Chissà se saranno mai disponibili report e statistiche sull’andamento delle valutazioni relative a questa specifica traccia.